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Tradizioni e Leggende

La Pietra dei Miracoli

Secondo la tradizione popolare, San Marco Evangelista giunse in questa aperta campagna " in Sylvis " per annunciare il Vangelo insieme con l'Apostolo Pietro, dirigendosi poi verso Roma.

Sembra anche che egli si sia riposato su questa pietra romana che il parroco D.Odorisio De Jentile nel 600 fece incastonare in questo muro absidale.

I fedeli della Chiesa afragolese hanno sempre avuto una grande venerazione per questa pietra miracolosa protetta da un'edicola affrescata e distrutta dal tempo con le immagini dei Santi Marco Evangelista e Gennaro Vescovo, compatroni di Afragola.

Si ritiene anche che il Vescovo beneventano San Gennaro si sia riposato su di essa prima di partire per Pozzuoli dove per confortare i cristiani nelle carceri fu scoperto e condannato alla decapitazione nell'agro della solfatara,( 19 settembre 305 d.c.).

I più anziani raccontano, inoltre, che in passato gli infermi di mal di testa e di pancia, per ottenere la guarigione, giravano tre volte intorno la chiesa, in onore della Ss.Trinità e concludevano l'itinerario, appoggiandosi ad essa e la baciavano con devozione.

Una diceria popolare afferma che, chi porge l'orecchio sulla pietra, può ascoltare il verso della chioccia e dei suoi pulcini. Soprattutto durante la festa di San Marco qualcuno ci casca sempre e, mentre abbassa la testa sulla pietra, c'è sempre un'altra persona che con uno schiaffo dato per scherzo lo spinge contro la pietra, tra le risate generali e lo stordimento dell'interessato.

Il Racconto Miracoloso dell' edificazione della Chiesa di S.Marco in Sylvis







Il completamento di questo tempio dedicato a Marco Evangelista avvenne il 10 Aprile del 1179 sotto il Regno di Guglielmo Re di Sicilia e d'Italia e sotto l'arcivescovo napoletano Sergio.
La versione della tradizione popolare afferma che durante la notte gli Angeli trasferirono le mura di questa Chiesa all'interno della selva della città delle Fragole " in Sylvis" dove erano nascoste le reliquie dei martiri e dei confessori della fede della Chiesa di Nola al tempo delle persecuzioni dell'Imperatore romano Diocleziano e del suo crudele prefetto Timoteo.
Le croci scavate sui muri perimetrali dell'edificio monumentale rammentano la consacrazione di questa Chiesa, come la pietra deposta sul muro absidale segna il passaggio dell'Evangelista Marco nella metà del primo secolo, come del Vescovo San Gennaro nel 305 d.c..
Il triplice percorso dei pellegrini attorno a questo tempio Santo, in onore della Ss. Trinità e invocando la protezione del Santo, illumina il senso della vita, come itinerario di conversione all'amore di Dio e del prossimo verso la pienezza della vita eterna nella Chiesa celeste dei Santi.       

" La Polpetta con la Cappoccia "

In molte famiglie del quartiere di  San Marco all'Olmo detto "Casuobbechè " c'è l'usanza di preparare in cucina " e ppall  e Sandu Marche " cioè delle polpette di carne con l'aggiunta di foglie di verza ( a cappoccia ) .
Questo piatto prelibato viene degustato presso le abitazioni dei parenti e degli amici il 25 Aprile e la prima domenica di Maggio, al rientro della Statua di San Marco.

Buon appetito.