Secondo la tradizione popolare, San Marco Evangelista giunse in questa
aperta campagna " in Sylvis " per annunciare il Vangelo insieme con
l'Apostolo Pietro, dirigendosi poi verso Roma.
Sembra anche che egli si sia riposato su questa pietra romana che il
parroco D.Odorisio De Jentile nel 600 fece incastonare in questo muro
absidale.
I fedeli della Chiesa afragolese hanno sempre avuto una grande
venerazione per questa pietra miracolosa protetta da un'edicola
affrescata e distrutta dal tempo con le immagini dei Santi Marco
Evangelista e Gennaro Vescovo, compatroni di Afragola.
Si ritiene anche che il Vescovo beneventano San Gennaro si sia riposato
su di essa prima di partire per Pozzuoli dove per confortare i cristiani
nelle carceri fu scoperto e condannato alla decapitazione nell'agro della
solfatara,( 19 settembre 305 d.c.).
I più anziani raccontano, inoltre, che in passato gli infermi di mal di testa
e di pancia, per ottenere la guarigione, giravano tre volte intorno la
chiesa, in onore della Ss.Trinità e concludevano l'itinerario,
appoggiandosi ad essa e la baciavano con devozione.
Una diceria popolare afferma che, chi porge l'orecchio sulla pietra, può
ascoltare il verso della chioccia e dei suoi pulcini. Soprattutto durante la
festa di San Marco qualcuno ci casca sempre e, mentre abbassa la testa
sulla pietra, c'è sempre un'altra persona che con uno schiaffo dato per
scherzo lo spinge contro la pietra, tra le risate generali e lo stordimento
dell'interessato.